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RIMEDI CONTRO I PARASSITI
COCCINIGLIA: Si tratta di insetti che attaccano prevalentemente colture ornamentali, in condizioni di mancanza di ventilazione. Particolarmente esposte sono pertanto le colture in serra e in ambienti chiusi. Le piante colpite da questo insetto sono assai numerose: tra le piante d'appartamento si ricordano il ficus benjamina, la schefflera, il croton, la kentia. Tra le piante del giardino gli agrumi, l'acero, l'agrifoglio. Si tratta di insetti emitteri che si nutrono succhiando la linfa delle piante. La loro caratteristica principale è di essere mobili solo allo stato giovanile. Si manifestano per lo più sul tronco e sulle nervature delle foglie con forma diversa da specie a specie. Sono ricoperti da uno strato di cera ( c.d. scudetto). La presenza massiccia pùò provocare l'ingiallimento delle foglie con la successiva debilitazione della pianta. Le piante reagiscono alla puntura dell'insetto con la produzione di una sostanza zuccherina (c.d. melata) che favoriscono la produzione di funghi e di fumaggini. Per combattere le cocciniglie, le possibilità sono due: la prima è quella meccanica che consiste nel levare tutti i patogeni con una spazzola in modo da pulire il tronco e le foglie dagli stessi. L'altro metodo è quello chimico che si attua con l'ausilio di oli minerali. Per aumentare l'efficacia si possono utilizzare in miscela i seguenti principi attivi:; diadizone, deltametrina, alfametrina. E' importante per una corretta disinfezione, ripetere il trattamento 2 o 3 volte a distanza di 15 giorni.
FUMAGGINE: Si tratta di funghi saprofiti( che non attaccno la pianta) ma si nutrono di sostanze attaccatticce (melata) che vengono prodotte da insetti vari.
Si presenta con delle strutture scure e fuligginose le quali sono composte da dei miceli intrecciati tra loro. Più questi filamenti sono compatti e numerosi, più la piante viene privata della luce necessaria per vivere. Con attacchi prolungati la pianta dopo un lungo periodo d'indebolimento può arrivare alla morte. Di fumaggini ve ne sono diversi tipi, da quelle secche e crostose a quelle più mollicce ed unte. Questo fungo presenta generalmente una colorazione bruno nerasta che conferisce alla pianta attaccata anche uno sgradevole aspetto estetico. Le principali cause di formazione della fumaggine sono una scarsa aerazione, la presenza della melata e un grado d'umidità abbastanza elevato. Alcuni tipi di fungo, peraltro non necessitano di umidità elevata dato che proliferano facilmente anche in presenza di climi molto secchi. I principali generi di miceliresponsabili di questa malattia sono: Capnoduim, Pleosphaeris, Ceratocarpia. Per una lotta efficace si deve per prima cosa eliminare la causa di questa malattia, la melata, che viene prodotta nella maggior parte dei casi da afidi e cocciniglie. L'utilizzo di prodotti specifici contro questi parassiti solitamente dopo poco tempo determina l'eliminazione anche dei funghi saprofiti. Raramente si arriva ad intervenire sui miceli della fumaggine, a meno che lo stato d'infezione non sia veramente avanzato e molto diffuso: i migliori prodotti in questo caso sono quelli a base di rame. Si possono anche effettuare degli interventi meccanici per rimuovera la muffa nerasta dalle foglie; in questo caso è molto importante combattere contemporeanamente gli afidi e le cocciniglie, se ancora presenti, per evitare la ricomparsa.
MAL BIANCO (OIDIO): Come tutte le malattie crittogame, dette anche comunemente fungine, l'oidio( conosciuto più comunemente come mal bianco, nebbia o manna) si sviluppa sopratutto in presenza di condizioni climatiche umide, piovose. Si tratta di una malattia molto diffusa nelle zone settentrionali che si manifesta con una infiorescenza del micello (fungo), rappresentata da un pulviscolo bianco e da una parziale decolorazione della foglia. In corrispondenza di queste zone la foglia prima ingiallisce poi si necrotizza (diventa secca). Questo parassita si sviluppa in condizioni calde e umide, dall'inizio della primavera fino l'autunno. Il mal bianco colpisce molte piante assai diverse tra loro: ne sono affette le quercie, le rose, la vite, il melo, il pesco e molte altre. I danni arrecati possono consistere in un rallentamento della crescita e nella perdita del prodotto (es. nella vite). Un buon rimedio preventivo può essere quello di evitare annaffiature nelle ore diurne. Si ricorre poi solitamente all'utilizzo ripetuto di prodotti antioidici come zolfo, dinocap, derivati benzimidazolici, pirimidinici, triazolici.
IL MARCIUME RADICALE: Nei mesi autunnali si può manifestare la comparsa di corpi fruttiferi che ne manifestano la presenza (c.d. famigliole o chiodini). Questo patogeno è attivo per quasi tutti i mesi dell'anno, colpisce sopratutto piante gia debilitate o che presentano lacerazioni sul tronco. Si sviluppa particolarmente in presenza di acqua stagnante e di terreni poco drenati. Questo fungo attacca prevalentemente le piante arboree e si può riconoscere dalla comparsa sotto la corteccia di placche di micelio color bianco crema con una caratteristica forma a ventaglio.
E' quindi importante evitare ristagni d'acqua, (sopratutto nei periodi di riposo della pianta). Se la pianta è già stata colpita in modo lieve nelle parti marginali asportare e bruciare i rami colpiti e disinfettare con prodotti a base di rame il colletto del tronco. Se invece le radici ed il tronco sono già gravemente compromessi sarà necessario estirpare completamente la pianta per evitare che la malattia si diffonda sulle piante vicine. Disinfettare accuratamente il terreno con prodotti a base di zolfo.
LA RUGGINE: Questo patogeno compare nei primi mesi della primavera ed ha il suo massimo nei mesi di giugno. Le condizioni ottimali per lo sviluppo di questo micelio sono la presenza d'acqua e temperature che variano dai 18° ai 24° . Si manifesta con la formazione di piccole macchie gialle sul lato superiore della foglia, mentre nella parte inferiore si possono notare dei grumoli polverulenti di colore giallo. Col passare dei giorni queste macchie diventano sempre più scure fino ad assumere un colore nerastro.
Questa malattia se presente in modo massiccio su una pianta, ne provoca una stasi vegetativa e l'ingiallimento. La ruggine non provoca quasi mai, peraltro, la morte immediata della pianta, che deperisce lentamente, completando il ciclo vegetativo.Le principali piante colpite da questa malattia sono: gli abeti, le clematidi, il geranio, la rosa, il pesco.Per il facile verificarsi delle condizioni ideali del fungo la difesa deve essere fatta in modo preventivo e ripetitivo. I principi attivi più utilizzati nella lotta sono anticrittogramici come il rame e prodotti contenenti zinco, come lo zinebe lo ziram. Prodotti da irrorare in caso di malattia ogni 10-15 gg ed in via preventiva ogni sei mesi.
TICCHIOLATURA: interessa inizialmente la pagina superiore della foglia, si propaga velocemente anche alla pagina inferiore della stessa per poi passare ai rami più esili e giovani, poi a quelli portanti e contaminare infine il frutto. Se l'attacco è particolarmente grave si può arrivare alla defoliazione prematura della pianta e la pianta si può indebolire a tal punto da ridurre il proprio svipuppo vegetativo e la fioritura.
Il rimedio più efficace, oltre al trattamento con prodotti specifici (acuprici e fungicidi), è l'eliminazione, nel periodo autunnale, dai rami contaminati, che costituiscono la principale fonte d'infezione.
ACARO: Si tratta d'insetti che appartengono alla famiglia degli aracnidi per cui vengono solitamente denominati anche ragnetti. Le piante colpite da questo insetto sono assai numerose: tra le piante d'appartamento si ricordano, il ciclamino, la saintapulia e le impatiens nuova guinea. Tra le piante da giardino quasi tutt le conifere, il melo, il pero, la vite ed il cotogno, l'acero. Si tratta d'insetti solitamente nella pagina inferiore della foglia. La puntura del ragnetto provoca macchie bianche o gialle ben visibili. In pochi anni la pianta deperisce e può anche morire. L'acero trova le migliori condizioni di crescita in clima asciutti. per cui quando compaiono i primi sintomi è necessario procedere con nebulizzazioni frequenti. Per combattere gli acari si possono utilizzare antiparassitari specifici. I principi attivi migliori sono keithane e tedion. Bisogna peraltro sottolineare che la lotta chimica risulta assai difficile in quanto questi animali spesso si rifugiano tra gli interstizi delle foglie edelle gemme ed inoltre sono in grado di assuefarsi rapidamente ai principi attivi ( che dovranno quindi essere cambiati di volta in volta).
AFIDE: Si tratta d'insetti molto diffusi in tutta la penisola che colpiscono moltissime piante, sia erbacce che arbustive o arboree. Ve ne sono di molte specie e hanno diverse forme di manifestazione. Sono parassiti con apparato lambente succhiante che le porta a prediligere le parti più tenere della pianta ( gemme, peduncoli floreali, nervature, ecc.) vivendo in colonie molto numerose possono provocare gravi danni alle piante. Si tratta d'insetti che favoriscono la diffusione delle virosi e provocano l'emissione di una sostanza zuccherina ( melata) che a sua volta favorisce lo sviluppo di fumaggini. Gli afidi si differenziano in base al sesso e possono essere con o senza ali. Quelle alate si spostano quindi con grande facilità da una pianta all'altra diffondendosi con grande rapidità anche sulle piante circostanti
. Per combattere questi parassiti si possono utilizzare diverse soluzioni.
La prima, di tipo biologico, consiste nell'immettere nel terreno insetti che si cibano di afidi ( coccinelle, larve di crisopa, larve di imenottero).
Spesso è peraltro necessario effettuare anche una lotta chimica. In commercio si trovano molti prodotti specifici adatti a combattere efficacemente l'afide, i principi attivi più utilizzati sono: pirimicab, acefate, etiofencard e gran parte dei piretroidi.